Gabriele Lana

Gabriele Lana

Ci dici una cosa che le persone di solito non sanno, di te, ma che ti ha influenzato in quello che sei?

Gabriele -“Buona parte della mia adolescenza l’ho dedicata alle arti marziali, questa esperienza ha contribuito a darmi la disciplina necessaria per fare quello che faccio oggi.”

Se non fossi finito nel tuo ruolo / industria attuale, cosa ne sarebbe stato di te?

Gabriele -“Probabilmente sarei diventato un personal trainer, l’hacking del corpo umano è una cosa che mi ha sempre affascinato.”

Quale è la tua sfida più grande, e perché è una cosa buona per te?

Gabriele -“Avere a che fare con le persone. Ho una mente logica e il rapporto con i computer è sempre stato per me di gran lunga più facile rispetto a quello con gli altri essere umani. Per mia fortuna però i computer sono al servizio degli uomini, sono uno strumento di comunicazione che utilizziamo per interagire e collaborare, non è possibile creare un buon prodotto software senza tenere in considerazione gli utenti del sistema stesso. Inoltre lo sviluppo software è un’attività collaborativa, difficilmente si può arrivare a sviluppare qualcosa di qualità senza avvalersi dell’aiuto e della professionalità di altri. In questo modo, il percorso per diventare sempre più bravo nel mio lavoro mi ha portato anche ad evolvere come essere umano. Continuo però a considerare i computer più approcciabili delle persone :-D”

Che cosa ti spinge?

Gabriele -“Ho sempre voluto diventare un programmatore di computer, un bravo programmatore. La prima volta che sono riuscito a far fare ad un computer quello che volevo io ho provato una emozione indescrivibile, da quel giorno ho sempre inseguito quella gioia che negli anni è stata amplificata dalla possibilità di scrivere codice con altre persone. Dopo quasi vent’anni amo programmare esattamente come il primo giorno, le sfide sono innumerevoli ed il fattore umano contribuisce ad arricchire il puzzle in una maniera che abbiamo solo iniziato a comprendere. Tutto questo è estremamente stimolante ed è questo che mi fa alzare con il sorriso tutte le mattine.”

Qual è il tuo risultato più grande?

Gabriele -“Essere riuscito a fare un lavoro che amo con il quale riesco a garantire il benessere delle persone che amo. A volte mi capita di pensare a cosa significa per alcune persone “lavorare” e mi rendo conto che probabilmente non ho mai lavorato un giorno in tutta la mia vita. Mi ritengo molto fortunato.”

L’ultimo libro che hai letto?

Gabriele -“”Reactive Messaging Patterns with the Actor Model” di Vaughn Vernon.”

Che altra domanda pensi che dovremmo farti, e quale è la risposta?

Gabriele -“Domanda: se dovessi dare un consiglio ad una persona che vuole intraprendere un percorso da programmatore cosa diresti?
Risposta: ad oggi il nostro modo di insegnare a programmare è estremamente primitivo, la cosa migliore è quella di cercare un mentore, ovvero una persona che fa già il lavoro dei tuoi sogni e di chiedergli consigli. È incredibile quanto si può ottenere con le giuste dosi di determinazione, audacia ed educazione”

Chi sono le prossime persone a cui dovremmo fare queste domande? (per cortesia nominane due)

 

Gabriele -”
– Marco Abis
– Paolo Polce”