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Paolo Sammicheli

nominato in Who is Agile in Italy da:

Fabio Armani

Ci dici una cosa che le persone di solito non sanno, di te, ma che ti ha influenzato in quello che sei?

Paolo -“Ho iniziato a fare volontariato fin da giovanissimo. Già prima della maggiore età con la parrocchia: la raccolta della carta è la cosa più divertente che ricordo. Nel 1993 ho iniziato una lunga attività con la Misericordia di Siena, come Autista Soccorritore nelle ambulanze. Grazie a questa esperienza ho partecipato poi alla Protezione Civile, con interventi per le emergenze profughi dall’Albania ed il terremoto dell’Umbria del 1997, ed al volontariato internazionale per il rispetto dei diritti dei minori, con missioni umanitarie in Russia, Moldavia e Albania durante la guerra del Kosovo nel 1999. Il volontariato ha riguardato anche la mia grande passione: l’informatica. Dal 1999 partecipo attivamente al Linux User Group di Siena e dal 2006 alla Community di Ubuntu, dove ho ricoperto incarichi di responsabilità negli organi internazionali ed italiani di governance della community. Non sarei ciò che sono senza questa lunga partecipazione in attività di volontariato e no- profit.”

Se non fossi finito nel tuo ruolo / industria attuale, cosa ne sarebbe stato di te?

Paolo -“La domanda non è facile perché ho deciso che sarei diventato un informatico a 11 anni, quando ricevetti in regalo il mio primo Commodore 64. Ci sono stati due momenti in cui avrei potuto scegliere di uscire dall’Information Technology. La prima quando trasmettevo per una radio privata senese nel dopo cena a titolo amatoriale e mi proposero di essere assunto per lavorare ai programmi diurni e la seconda quando un amico che lavora nel trasporto aereo mi propose di aiutarlo nella sua azienda. Quindi sì, oggi avrei potuto essere un DJ Radiofonico o un Pilota / Manutentore di elicotteri.”

Quale è la tua sfida più grande, e perché è una cosa buona per te?

Paolo -“La gestione del mio tempo. Faccio un sacco di cose nel tempo libero e non è facile conciliarle con la mia professione di Coach Agile, che mi porta a viaggiare spesso. Ma questo mi obbliga a scegliere bene le mie priorità ed a riflettere spesso su cosa voglio dalla mia vita e dal tempo che ho a disposizione. Non a caso ho scelto come signature nelle email «Do what you like. Like what you do.»”

Che cosa ti spinge?

Paolo -“La curiosità. Il bisogno di imparare cose nuove, risolvere problemi e trovarne altri più complessi da risolvere.”

Qual è il tuo risultato più grande?

Paolo -“Non saprei, ogni volta che sto per raggiungere un obiettivo penso già a quello successivo. Non mi entusiasmo molto pensando al passato, una risposta paracula potrebbe essere “quello a cui sto lavorando adesso”.”

L’ultimo libro che hai letto?

Paolo -” “The Leader’s Guide to Radical Management” di Steve Denning.”

Che altra domanda pensi che dovremmo farti, e quale è la risposta?

Paolo -” “Come mai hai scelto di fare il Coach Agile” Diciamo che non sono io che ho scelto l’Agile, è l’Agile che ha scelto me. Ho iniziato perché frequentando la community degli agilisti toscani un amico mi chiese di sostituirlo in un corso di Scrum per un’azienda in quanto stava per trasferirsi a Londra. Accettai con piacere. Quell’esperienza mi ha fatto scoprire quanto mi sentivo bene con me stesso insegnando professionalmente i principi ed i valori Lean e Agile. Esattamente nello stesso periodo stavo lasciando l’azienda per cui lavoravo da 12 anni da dipendente per iniziare una nuova avventura in proprio. E sempre nello stesso periodo incontrai il buon Fabio Armani ad una conferenza Agile a cui dissi che stavo cambiando lavoro e che se avesse avuto bisogno di una mano su qualche cliente in Toscana poteva tenermi in considerazione a partire dal nuovo anno. Mi telefonò il 3 di Gennaio per una prima attività insieme e da allora la collaborazione è proseguita in maniera piacevole e proficua.”

Chi sono le prossime persone a cui dovremmo fare queste domande? (per cortesia nominane due)

Paolo -“Vorrei nominare i due amici con cui ho inizialmente discusso l’idea di avviare una community di agilisti Toscani, poi diventato l’ALT – Agile Lean Tuscany: Raffaello Torraco e Manuele Piastra”

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Raffaello Torraco

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Manuele Piastra