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Michele Luconi

nominato in Who is Agile in Italy da:

Stelio Verzera

Ci dici una cosa che le persone di solito non sanno, di te, ma che ti ha influenzato in quello che sei?

Michele -“Che bella domanda insolita per aprire una intervista “di lavoro”. Tutti sanno delle mie 2 più grandi passioni: il nuoto e Bruce Springsteen.

Nuoto dall’età di 6 anni, con una piccola pausa da ventenne, e tutt’ora l’acqua clorata e le gare mi accompagnano quotidianamente. Non tutti conoscono la mia sconfitta più grande: 1995, 19 anni ancora da compiere. Una gara per un obiettivo: centrare il tempo per i Campionati Italiani. Ultima chiamata della vita. Ho fallito. per 9 centesimi (che in una gara da oltre 2 minuti sono, come dire… pochini). Poi opportunità non ce ne saranno più, dall’anno seguente ho smesso con l’agonismo, prima di riprendere con la categoria Master qualche anno dopo. Una sconfitta che mi ha dato tanto, rileggendola ora.

Bruce Springsteen. Tutti sanno, dicevo, di questa mia passione. Le decine di concerti visti ad oggi e le migliaia di km macinati per rincorrerlo in tutto il modo vengono da un episodio, come spesso accade nella vita, casuale. Avevo 12 anni e rovistavo tra dischi e cassette (sì, era il 1988..) di mio padre. Ho pescato una raccolta di un giornale generalista con “I Classici del Rock” (mio padre aveva una tendenza quasi univoca su questo genere). Me ne stavo lì, senza pensare, mentre ascoltavo quei pezzi quando ad un certo punto parte Rosalita – di Bruce Springsteen, appunto. “Come? Cosa? Scusa?” Da lì è venuto tutto il resto..

Se non fossi finito nel tuo ruolo / industria attuale, cosa ne sarebbe stato di te?

Michele -“Non ne ho veramente idea. Tutta la mia vita, soprattutto quelle professionale, è venuta da incontri “casuali”, non voluti, non programmati. Facevo il V superiore quando ho deciso di partecipare ad un corso serale organizzato dalla mia scuola e da un’azienda che voleva poi selezionare dei ragazzi per lavorare a progetti multimediali. Ho partecipato perché ero curioso e perché partecipavano i miei amici. Nessuna aspettativa. Alla fine di quel corso sono stato selezionato per una “esperienza in azienda”, poi il primo contratto, poi le prime responsabilità, poi lo spin off e-xtrategy. e oggi e-xtrategy, dopo 15 anni, è ancora qui.

Veramente, non ho idea di cosa avrei fatto. Ma qui mi trovo bene. E continuo a divertirmi.

Quale è la tua sfida più grande, e perché è una cosa buona per te?

Michele -“Mettere insieme persone e aziende diverse (in cultura, conoscenze, storia) per lavorare a progetti grandi e ambiziosi. Il mio lavoro mi da proprio questa opportunità, che non ha mai fine: perché puoi continuamente conoscere persone e aziende che possono migliorare (e migliorarti) il valore da offrire ai clienti, Il valore creato con i progetti realizzati.

Che cosa ti spinge?

Michele -“Tante cose, ma la sintesi sono i 4 valori che sono da tempo diventati anche i valori di e-xtrategy: persone e relazioni, risposta al cambiamento, consegna di valore, crescita personale.

Sono un mix di cosa essere e cosa fare vivere e lavorare bene. Tutte le volte che li leggo mi rendo conto come possono essere un riferimento sia per la vita privata che per quella lavorativa. E per chi lavora con le persone, questo ha grande valore.

Qual è il tuo risultato più grande?

Michele -“Aver contribuito a creare un’azienda che ha nelle persone il suo punto focale. Un’azienda che stimola e contribuisce all’allineamento verso l’alto di conoscenza e competenza: dei collaboratori, dei partner, dei clienti. In un’azienda così è un piacere “perdere il controllo”

L’ultimo libro che hai letto?

Michele -“Michael Jordan, la vita.

Che altra domanda pensi che dovremmo farti, e quale è la risposta?

Michele -“Perché si deve ancora continuare a parlare di agile?

Perché non è una moda, ma un ottimo punto di partenza.
I valori ed i principi a cui ci si ispira sono elementi che tutti dovrebbero conoscere per migliorare quello che fanno e come lo fanno. Nel lavoro e nella vita.
Se hai a che fare con le persone (e chi può farne a meno?) partire da qui significa tendere a risultati eccellenti.

Chi sono le prossime persone a cui dovremmo fare queste domande? (per cortesia nominane due)

Michele -“L’amico Andrea Bandera, perché – a discapito dell’email – ha un percorso ed un punto di vista che mi interessa leggere sotto queste domande.

Un altro amico, Francesco Bolici per il suo punto di vista (anche) accademico, e perché voglio vedere che foto avrà il coraggio di inviarvi.